Perfetto, ti vedevo perfetto
In ogni tuo piccolo dettaglio
In ogni tuo originale aspetto
Nella bellezza di non aver difetto

In ogni tuo gesto vedevo l'armonia
Di una forma che nel mondo
Disegnava la geometria di un dono
Regale e misterioso, nel senso più profondo

E leggevo nel mio essere la paura dell'errore
Vedevo nel confronto una montagna da scalare
Poi un giorno mi svegliai
E mi ritrovai fra i sogni degli esseri “diversi”

Dove ogni colore e sfumatura
Dipingeva ogni ora dei miei giorni
Dimenticando anche il mio nome
Nella bellezza della mia animica armatura

Ora capisco il mio grande abbaglio
Di pensare che il fare altrui fosse meglio
Che il mio dire fosse spesso uno sbaglio
Ora so che la differenza è la bellezza di essere unici

Adesso sì che sei perfetto nella tua imperfezione
Nella bellezza di essere incompreso
Distaccato dal giudizio negativo della gente
Di cui ora non mi importa più niente

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